RICONQUISTARE LA MAGIA: IL FUTURO DELLA NOSTRA FESTA PATRONALE


Conclusa la settimana di festeggiamenti, è il momento di voltare pagina, ma non possiamo ignorare la realtà. Il 2025 sembra lontano, ma chi ama davvero Cameri sa che non possiamo permetterci di aspettare ancora. Dobbiamo prepararci alla prossima festa patronale con serietà e impegno, non con l'approssimazione che ha caratterizzato gli ultimi anni. Il mancato Palio degli Asini e la sfilata dei rioni hanno trasformato questa celebrazione in un fallimento amaro, uno schiaffo a tutti i cameresi che difendono le proprie tradizioni.

L’atmosfera di festa che un tempo permeava le nostre strade è svanita. Passeggiando per il paese, si percepiva solo delusione e malcontento. Questo non è un incidente isolato: è il risultato di tre anni di promesse disattese e mancanza di coordinazione da parte di chi aveva il compito di preservare la nostra identità. Hanno fallito, e il vuoto che ci hanno lasciato è impossibile da ignorare.

Il colpo più duro è arrivato nel 2022, quando il Palio degli Asini è stato annullato all’ultimo minuto. Una decisione scioccante, che ha umiliato la nostra comunità, un segno chiaro dell’incapacità di chi avrebbe dovuto garantire lo svolgimento di una tradizione che ci appartiene. Da quel momento, la festa patronale ha perso la sua anima, e da allora è solo un’ombra di quello che era un tempo.

Di fronte a tutto questo, ci chiediamo: cosa è stato fatto in questi anni per evitare questa deriva? Dove sono finiti gli sforzi e le promesse? Perché chi aveva il compito di proteggere le nostre tradizioni non è stato in grado di farlo? Non possiamo più permettere che la superficialità e la scarsa organizzazione soffochino ciò che è stato costruito con anni di impegno e passione.

Ma è ora di guardare avanti, e per farlo servono soluzioni concrete, non solo lamentele. Il primo passo deve essere trovare un luogo adeguato e stabile per il Palio degli Asini, che garantisca lo svolgimento dell’evento senza improvvisi cambiamenti. Non possiamo più permetterci di essere impreparati. E se non è possibile trovare una soluzione stabile, allora si deve pensare a un’alternativa, mantenendo la sfilata dei rioni con gli asini. Questo riporterebbe la manifestazione nel cuore del paese, restituendo il senso di appartenenza che, anno dopo anno, si sta perdendo.

Inoltre, dobbiamo riportare i gruppi di sbandieratori, la cui energia e il ritmo dei tamburi facevano battere forte il cuore. Cameri ha bisogno di ritrovare quella magia, quel senso di comunità che ha perso, e l'unico modo per farlo è attraverso un'organizzazione competente e appassionata.

Chi ha gestito la festa finora deve delle spiegazioni. Le scuse e le promesse non sono più accettabili. È il momento di affrontare la realtà: la magia distrutta non si recupererà con le parole. Serviranno anni di lavoro e una leadership all’altezza per riportare l'orgoglio e l’identità che una volta univano ogni camerese.

Ma è proprio da qui che dobbiamo ripartire. Non possiamo permettere che errori e leggerezze compromettano decenni di tradizione. La comunità deve reagire e unirsi, perché il futuro della nostra festa è ancora tutto da scrivere. E lo scriveremo insieme, con chi ha il coraggio di non arrendersi e con la determinazione di riportare quella magia che una volta faceva brillare Cameri.

Mauro Gatti


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